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Scommesse clandestine, arrestato un ex allenatore del Gladiator

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Filippo Vito Di Pierro, ex allenatore di Imperia e Argentina Arma di Taggia in Eccellenza è stato arrestato per scommesse clandestine dopo un clamoroso 0-12 subito dalla squadra che allena adesso, l’Eldense di Elda, cittadina vicina ad Alicante. 51 anni, personaggio ben conosciuto nel mondo del calcio minore per i suoi modi un po’ bruschi, Di Pierro è stato accusato da un attaccante e da un difensore della sua squadra di avere truccato la partita insieme ad altri giocatori. A Imperia e all’Argentina, come tecnico, non lo rimpiangono di sicuro. Quando aveva allenato i nerazzurri, nel 2012, in otto partite era stato sconfitto per ben sette volte.

Sullo sfondo ci sarebbe la rete delle scommesse clandestine della `ndrangheta dietro la partita che si sospetta truccata fra Barcellona B e Eldense della Segunda B spagnola (l’equivalente della nostra serie C), finita 12-0 sabato in favore dei catalani. Secondo il quotidiano online El Confidencial , la mafia calabrese starebbe entrando nel calcio spagnolo per alimentare il mercato delle scommesse clandestine in Asia.

Filippo Di Pierro era stato assunto dal club nello scorso mese di gennaio, attraverso una non meglio precisata società italiana di management e investimenti sportivi. Gli inquirenti sospettano che dietro il sedicente rappresentante in carne ossa di questa società, l’italiano Nobile Capuani, non ci siano imprenditori, ma la malavita organizzata. Uno dei collaboratori di Capuani,Ercole di Nicola, fu coinvolto in Italia nel 2015 nella maxi-inchiesta Dirty Soccer che coinvolse anche il Savona calcio, penalizzato in classifica, e il suo allenatore Ninni Corda, squalificato 3 anni dalla giustizia sportiva e processato dalla giustizia penale con 1 anno e 4 mesi di patteggiamento. Anche Corda è attualmente in Spagna, dove fa il consulente del Leganes, la terza squadra di Madrid, che da quest’anno gioca nella Liga.

Il difensore Emmanuel Mendy ha detto alla radio Cadena Ser che l’assistente di Di Pierro, Fran Ruiz, gli avrebbe parlato della combine in albergo prima della gara: «Mi ha chiesto se ci stavo e quanti soldi volessi, ma io non ho voluto nemmeno giocare. Ruiz mi ha spiegato che la richiesta veniva dall’allenatore, ma che me ne parlava lui perché Di Pierro non sa parlare bene lo spagnolo».

Il primo a insinuare il sospetto della combine era stato l’attaccante Cheikh Saad, con un post su twitter dopo la partita: «il 12-0 non è reale e tutto verrà alla luce al più presto», ha scritto. Successivamente Saad avrebbe detto di aver saputo che alcuni giocatori sarebbero stati pagati 30 mila euro per combinare la partita e che per questo motivo, quando l’allenatore gli ha chiesto di entrare in campo dalla panchina si sè rifiutato di farlo. «Dopo la partita – ha aggiunto – a momenti prendevo a pugni qualche mio compagno di squadra».

La sconfitta dell’Eldense di sabato è il risultato più pesante mai verificatosi in quel campionato.

Dopo lo scandalo, il club ha annunciato – salvo poi rimangiarsi la parola – il ritiro dal campionato, mentre è certa l’interruzione di ogni rapporto con gli investitori italiani che hanno portato all’assunzione di Di Pierro. In ogni caso l’Eldense è già matematicamente retrocesso nella serie inferiore.

Il Barcellona B, primo in classifica, non sarebbe coinvolto nello scandalo, come ha affermato l’allenatore della prima squadra Luis Enrique, dichiarandosi «contento del serio lavoro degli investigatori». L’unico dubbio è legato al punteggio, sia quello finale, 12-0, sia quello parziale del primo tempo, 8-0 per i catalani. Entrambi sarebbero stati venduti in quegli esatti termini agli scommettitori complici e anche se i calciatori dell’Eldense giocavano a perdere, fissare con esattezza il punteggio non appare impresa facile senza la collaborazione dell’altra squadra.

FONTE:ilsecoloxix.it

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