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Giovedì 1 alle ore 18 – “Scrittori in carta e ossa. Una sera con…” Wanda Marasco, tra i dodici finalisti del Premio Strega

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Giovedì 1 giugno 2017, alle ore 18, la Libreria Spartaco in via Martucci 18 a Santa Maria Capua Vetere (Ce) ospiterà Wanda Marasco, candidata al Premio Strega 2017 con il libro “La compagnia delle anime finte”, edizioni Neri Pozza. L’autrice dialogherà con Marco Palasciano.

Il libro: Dalla collina di Capodimonte, la «Posillipo povera», Rosa guarda Napoli e parla al corpo di Vincenzina, la madre morta. Le parla per riparare al guasto che le ha unite oltre il legame di sangue e ha marchiato irrimediabilmente la vita di entrambe. Immergendosi «nelle viscere di un purgatorio pubblico e privato», Rosa rivive la storia di sua madre: l’infanzia povera in un’arida campagna alle porte della città; l’incontro, tra le macerie del dopoguerra, con Rafele, il suo futuro padre, erede di un casato recluso nella cupa vastità di un grande appartamento in via Duomo; il prestito a usura praticato nel formicolante intrico dei vicoli, dove il rumore dei mercati e della violenza sembra appartenere a un furore cosmico. È una narrazione di soprusi subìti e inferti, di fragilità e di ferocia. Ed è la messinscena corale di molte altre storie, di «anime finte» che popolano i vicoli e, come attori di un medesimo dramma, entrano sulla ribalta della memoria: Annarella, amica e demone dell’infanzia e dell’adolescenza; Emilia, la ragazzina che «ride a scroscio» e torna un giorno dal bosco con le gambe insanguinate; il maestro Nunziata, utopico e incandescente; Mariomaria, «la creatura che ha dentro di sé una preghiera rovesciata»; Iolanda, la sorella «bella e stupetiata»… «Anime finte» che, nelle profondità ipogee di una città millenaria, sono segnate tutte, come Vincenzina e come la stessa Rosa, da un guasto che attende una riparazione.

L’autrice: WANDA MARASCO è nata a Napoli, dove vive. Diplomata in Regia e Recitazione all’Accademia d’arte drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, è autrice di romanzi e di raccolte poetiche. Ha ricevuto il Premio Bagutta Opera Prima per il romanzo L’arciere d’infanzia (Manni 2003) e il Premio Montale per la poesia con la raccolta Voc e Poè (Campanotto 1997). Ha lavorato in teatro come regista e autrice. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, spagnolo, tedesco e greco. “Il genio dell’abbandono” è stato finalista alla prima edizione del Premio letterario Neri Pozza.

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