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PSR Campania, arriva la provocazione. Tecnici eruditi in quel di Salerno e zucconi in quel di Caserta ?

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Si è conclusa 12 mesi fa la rendicontazione della vecchia programmazione del PSR 2007/2013 ma le ataviche difficoltà del settore agricolo della provincia di Caserta di accesso ai finanziamenti europei si sono nuovamente manifestate con i primi bandi del PSR Campania 2014/2020 dove anzi le asperità e le insidie sono risultate ancora più evidenti e palesi. L’analisi della rendicontazione delle tre misure cardini più importanti del PSR Campania 200772013, ovvero la misura 112/121  Cluster (primo insediamento e investimenti per i giovani), misura 121 (investimenti per le aziende agricole) e misura 311 (attività agrituristiche) ha restituito dati sconcertanti, con una percentuale  di risorse assegnate al territorio Casertano mortificanti, non spiegabile con la semplice giustificazione dell’orografia del territorio, della propensione ad investire degli imprenditori o dalle zonizzazione imposta dal PSR. Così che, a titolo di esempio, a fronte di un Pil agricolo della Provincia di Caserta che pesa circa il 25% su base regionale contro il 15% della provincia di Benevento, in percentuale delle risorse assegnate con la programmazione 2007/2013. Un dato statistico grezzo ma elementare ed emblematico renderà l’idea: per ogni dieci istanze esaminate dall’Ufficio di Caserta in media solo 3,5 vengono approvate, contro Salerno che ne approva 8,5 e contro una media regionale di 6,5. Dunque tecnici eruditi in quel di Salerno e zucconi  in quel di Caserta ? E, però lascia perplessi una circostanza. Consulenti che a Benevento hanno una percentuale di approvazione di pratiche da loro curate al 10% su Caserta hanno una media pari a zero. Forse non significherà granché ma sovviene un dubbio. Non sarebbe il caso di procedere ad un monitoraggio o ad una revisione centralizzata delle istruttorie per verificare se su queste dissonanza statistiche incide significativamente  il “diverso” metro valutativo degli uffici Provinciali ? Non vorremmo che Caserta perde finanziamenti per lo zelo burocratico di solerti funzionari e magari Salerno, Benevento e Avellino ricevono denari per l’accida di negligenti istruttori. Riteniamo che sia obbligo dei sindacati porre all’attenzione della classe politica il grido di dolore del mondo agricolo casertano e sollecitare la sua doverosa azione di controllo per comprendere la dinamica della distribuzione negli ultimi 10 anni dei fondi comunitari.

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