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Question Time, la risposta fornita dalla maggioranza non ha soddisfatto gli interpellanti

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Durante il “Question time “ del 10 aprile 2018 al primo argomento trattato, i Consiglieri Umberto Pappadia e Francesco Rosario Di Nardo del Partito Democratico hanno interrogato la maggioranza, sulle criticità rilevate nell’affidamento dell’incarico per la progettazione del piano industriale dei rifiuti, indispensabile per la celebrazione della gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana. In particolare i consiglieri hanno preliminarmente evidenziato la necessità per l’Ente di procedere in tempi brevissimi alla esecuzione di una gara che consenta di regolarizzare la gestione dei rifiuti nel nostro Comune, tuttora affidata “di fatto” alla società DHI. Nella loro esposizione i rappresentanti del PD hanno chiesto conto all’amministrazione dei ritardi accumulati già nel semplice affidamento della progettazione del Piano Industriale ed hanno chiesto all’amministrazione di formalizzare un cronoprogramma per dare tempi certi allo svolgimento delle procedure. Inoltre hanno denunciato irregolarità riscontrate nell’affidamento di tale incarico che hanno comportato addirittura l’annullamento della procedura in conseguenza della constatata apertura delle buste contenenti le offerte dei diversi professionisti interpellati. La risposta fornita dalla maggioranza , non ha però soddisfatto gli interpellanti considerato che per quanto riguarda l’apertura delle buste l’amministrazione ha affermato che si sarebbe trattato di un errore materiale senza adottare alcun provvedimento sanzionatorio nei confronti del responsabile.

Per quanto attiene alla formalizzazione dei tempi previsti per il completamento delle procedure, si è dovuto registrare che alla data odierna il Piano Industriale non è stato ancora approvato, nonostante l’impegno dell’Ente a completare tale fase entro il 31 dicembre 2017. Più in generale i ritardi denunciati non hanno trovato una soddisfacente spiegazione da parte degli uffici.

Il Partito Democratico non intende abbassare il livello dell’attenzione su una problematica tanto importante quale quella della gestione dei rifiuti e della efficienza e trasparenza dell’esecuzione delle procedure di gara. In ogni caso, anche all’esito del Question time odierno, dobbiamo registrare evidenti inefficienze nell’operato di questa amministrazione nelle sue varie componenti.

Il secondo punto all’ordine del giorno discusso, riguarda, invece, i lavori di messa in sicurezza dell’Arco Adriano. Negli ultimi mesi del 2016 era stato constatato un cedimento del paravento laterizio del monumento; a seguito di tale grave avvenimento si sono attivati tutti gli enti competenti al fine di valutare le misure da adottare per procedere nel più breve tempo possibile alla messa in sicurezza del bene. Solo nel giugno del 2017, tuttavia l’Ufficio Tecnico comunale ha disposto l’esecuzione dei lavori che si sarebbero dovuti realizzare secondo le indicazioni fornite da parte della Sovrintendenza. Il Partito Democratico, tuttavia, avendo riscontrato evidenze anomalie nell’intervento realizzato il 12.6.2017, ha chiesto con sollecitudine un giudizio post-intervento alla Sovrintendenza stessa, la quale ha constatato che l’opera era stata realizzata in maniera inadeguata e con materiali impropri comportando un’inammissibile alterazione dell’aspetto esteriore con gravi danni per il monumento che riveste un storico e archeologico fondamentale per la città. Dunque, la Soprintendenza, con due successivi provvedimenti (l’ultimo dell’ottobre del 2017) ha ingiunto al comune di intervenire con immediatezza per tutelare l’integrità del monumento, con rimozione delle malte utilizzate e il ripristino originario della struttura.
Dunque, il PD ha formalizzato la propria interrogazione chiedendo di conoscere i tempi dell’intervento e l’intendimento dell’Ente in merito al recupero dei costi sostenuti per un intervento erroneo e dannoso: la risposta dell’amministrazione non può tuttavia soddisfare in quanto (nonostante le assicurazioni da tempo formalizzate) ancora oggi l’intervento di ripristino non è stato realizzato ed in quanto l’Ente ha chiarito che non intende adottare alcuna iniziativa per recuperare (anche sotto un profilo economico) i danni cagionati alla collettività in conseguenza della cattiva realizzazione delle opere.
Non ci sembra questo il modo di affrontare seriamente il problema.

Con la terza interrogazione discussa i Consiglieri del Partito Democratico hanno evidenziato gravi anomalie nella gestione dei posti a disposizione degli operatori dell’area mercato.
Nella sua risposta, l’amministrazione ha dato atto della fondatezza di alcuni dei rilievi posti dal Partito Democratico, ma non ha fornito soluzioni di carattere strutturale per la sistemazione complessiva dell’area mercato di Santa Maria Capua Vetere.
La risposta fornita dall’amministrazione non soddisfa, i consiglieri del Partito Democratico i quali mirano ad una soluzione ampia del problema dell’area mercato, tale da garantire il massimo della trasparenza nell’assegnazione dei posti a disposizione e consentire, anche, di reperire le risorse da reinvestire sul mercato stesso, con evidenti ed immediati benefici per tutti gli operatori commerciali oltre che per gli utenti che affollano periodicamente l’area mercatale.

Il Segretario cittadino del Partito Democratico Francesco Fiore ribadisce che tali interrogazioni sono state inviate per conoscenza ai Dirigenti del settore a puro scopo informativo e che le risposte dovrebbero essere fornite dagli organi politici in quanto interlocutori primari dei cittadini: tuttavia, ancora una volta, si deve registrare come l’amministrazione preferisca demandare ogni risposta rispetto alle interrogazioni ed ogni decisione agli organismi tecnici abdicando, nella sostanza, alla funzione di guida, controllo ed indirizzo politico.
Inoltre il Partito Democratico ribadisce il proprio impegno nel vigilare, attraverso una leale ma dura opposizione, sull’operato della maggioranza di governo della città, comunicando puntualmente i risultati del proprio operato a fine informativo e divulgativo, così da rendere la cittadinanza tutta partecipe della vita amministrativa.

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