Home Attualità INCENDIO STIR. Nel prossimo Consiglio Comunale, ecco cosa chiederanno le Associazioni

INCENDIO STIR. Nel prossimo Consiglio Comunale, ecco cosa chiederanno le Associazioni

Le Associazioni  “Fermiamo il Degrado Ambientale”, “Fermiamo i Roghi Tossici”, “Adotta la CITTA’, “Comitato Cittadino per la Delocalizzazione dello STIR”, in merito all’ordine del giorno predisposto per il Consiglio comunale del 3 dicembre sottolineano come l’Amministrazione cittadina prenda coscienza, con estremo ritardo, della gravità del problema dello STIR. “Purtroppo – come ha sottolineato l’avv. Raffaele Aveta, portavoce delle Associazioni- si parla solo ora di intervenire sulla GISEC, la società che gestisce l’impianto – “È stato necessario il gravissimo incendio del 1 novembre per occuparsi del problema. Avevamo proposto già da tempo di aprire una vertenza con la Gisec sulle modalità di gestione dell’impianto, ma le nostre richieste non hanno trovato ascolto. Nonostante quanto accaduto resta tuttora incomprensibile la posizione del Sindaco che chiede un nuovo impianto STIR per la Provincia di Caserta, ma non parla di delocalizzazione di quello esistente, né delle criticità oggi già rilevabili e conosciute, come l’accesso di automezzi provenienti da comuni che non operano una corretta raccolta differenziata. Ci aspettiamo e chiederemo, in accordo anche con altre associazioni, l’integrazione dell’ordine del giorno del Consiglio comunale per discutere di alcuni punti come:

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1) la costituzione, con la Provincia di Caserta, la GISEC e gli altri Enti interessati, in primis ASL E ARPAC, di un comitato permanente di gestione dell’impianto al quale possano partecipare con funzioni di controllo le associazioni cittadine, alle quali deve essere data la possibilità di svolgere, anche con propri tecnici, sopralluoghi ispettivi non concordati;

2) la promozione di una conferenza dei sindaci della Provincia per implementare la qualità della raccolta differenziata in modo da eliminare al minimo la quantità di rifiuto organico che entra nello STIR, impedendo l’ingresso all’impianto di quanti non si adegueranno;

3) la costruzione di un impianto di Biostabilizzazione della FUT, la cui realizzazione appare inutile laddove i comuni scelgano di impegnarsi in un ciclo virtuoso di raccolta differenziata;

4) la realizzazione di progetti di forestazione urbana, volti a piantumare le strade cittadine e le aree libere di proprietà del Comune con alberi capaci di abbattere la Co2 e gli altri inquinanti, cercando così di migliorare la qualità dell’aria”.

Le associazioni cittadine, al di là della vicenda dello STIR, ritengono indispensabile l’avvio di serie politiche ambientali nella città di S. Maria C.V., la costruzione di un Patto ecologico per la Città, utile a rilanciare la qualità della vita dei sammaritani”.

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