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Beni confiscati, la svolta dell’amministrazione Mirra: nasce il centro antiviolenza in un bene della criminalità organizzata

Riconversione dei beni confiscati, politiche sociali e svolta culturale viaggiano di pari passo nel progetto dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Mirra rispetto al recupero del patrimonio immobiliare che, sottratto alla criminalità organizzata, è finito nella disponibilità del Comune di Santa Maria Capua Vetere. 

Con l’ultima delibera di giunta, di inizio ottobre, l’organo esecutivo di Palazzo Lucarelli ha infatti dato concretamente avvio alla procedura volta alla realizzazione di un centro antiviolenza all’interno di un appartamento confiscato, già oggetto di sopralluogo nel mese di maggio con gli assessori Rosida Baia e Claudia Imparato; si tratta di un percorso che, ponendosi in piena continuità rispetto a tutte le iniziativa finalizzate al contrasto di ogni forma di violenza contro le donne, rappresenta anche un completamento del progetto S.V.O.L.T.E. che prevede l’inclusione socio-lavorativa della donna vittima di violenza attraverso azioni di accoglienza ed orientamento.

Novità importanti anche relativamente a Palazzo Teti con l’aggiudicazione della progettazione volta a far diventare lo storico edificio di via Roberto d’Angiò un simbolo della Città e un polo culturale e turistico di grande respiro attraverso la realizzazione di un museo, di una biblioteca, di sale multimediali, di ambienti dedicati alla musica ma anche attraverso la valorizzazione del suo importantissimo giardino. 

Infine, saranno circa 25 gli immobili confiscati che a breve entreranno nel patrimonio dell’Ente sempre con le finalità previste dal regolamento approvato dal consiglio comunale. 

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