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Sostanze stupefacenti e telefoni tra salumi e pasta al forno, Vergale: “Bisogna agire penalmente”

Dopo l’operazione della Polizia Penitenziaria del 12.05.2020 del Penitenziario di Santa Maria Capua Vetere dove gli Agenti in servizio presso il settore controllo e smistamento pacchi del Penitenziario, durante i controlli di routine avevano rinvenuto sei micro telefonini occultati in mezzo al prosciutto e un smartphone occultato in mezzo alle melanzane.

Nella mattinata del 14.05.2020 ancora una volta, presso il settore controllo e smistamento pacchi del Penitenziario, gli Agenti durante i controlli di routine hanno intercettato un telefonino e un quantitativo di sostanza stupefacente occultati nel misto salumi insieme ad un telefonino occultato in mezzo alla pasta a forno.

A darne notizia è il Dirigente Nazionale del Si.P.Pe (Sindacato Polizia Penitenziaria) Michele Vergale che da sempre denuncia le problematiche penitenziario.

Nel settore controllo e smistamento pacchi – commenta Vergale – purtroppo a causa della mancanza di personale e dei mezzi necessari per contrastare l’ingresso nel Penitenziario di ogni cosa ritenuta illecita, gli Agenti lavorano in grossa difficoltà per garantire la sicurezza. Per questo motivo a nome del Sindacato che rappresento, mi congratulo con loro per avere dimostrato ancora una volta grande professionalità e spirito di sacrificio.

L’Amministrazione e soprattutto il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – continua il sindacalista – conoscono bene il problema. Il tentativo da parte dei malintenzionati di introdurre telefonini e sostanze stupefacenti nel penitenziario, attraverso i pacchi consentiti ai detenuti, oramai è diventata un’abitudine.  

E’ giunta l’ora che le Istituzioni con determinazione e coraggio affrontano il problema, – conclude vergale –  occorre dare luce ad una norma che punisce penalmente e severamente di detenuti trovati in possesso di telefonini e di sostanze stupefacenti. Purtroppo, oggi i telefonini sono considerati oggetti non consenti ei detenuti trovati in loro possesso non puniti penalmente. Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede non può più sottovalutare questo problema, perché, oltre a mettere a rischi la sicurezza di tutti, si rischia che i telefonini posso diventare l’equivalente dei detenuti attualmente ristretti – 53.904 -.