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Aveta al Sindaco: “Per il rione IACP realizzate un centro della riparazione e preparazione al riutilizzo”

Le Associazioni “Fermiamo il Degrado Ambientale”, PASSIONE CIVICA, “Futuro 2030”, denunciano l’assenza di politiche ecosostenibili per la gestione dei rifiuti nel rione IACP, che vive quotidianamente la problematica dell’abbandono incontrollato di svariati materiali. “Mancano- ha dichiarato Raffaele Aveta, portavoce delle Associazioni- politiche volte a migliore il servizio di raccolta. Basta screditare i cittadini che magari in rioni più periferici, come lo IACP, vengono continuamente tacciati di inciviltà e subiscono disagi continui. Riteniamo, dunque, che con un atto di vicinanza a questo quartiere della Città, l’amministrazione comunale debba iniziare a prendere atto di essere della necessità di riorganizzare i servizi di raccolta, spesso non all’altezza delle minime aspettative e attese. Basta affacciarsi dai balconi ogni sera per capire che tale servizio è finalizzato alla raccolta porta a porta delle discariche condominiali o basta camminare in strada per accorgersi di essere arrivati ormai a livello di dover fare lo slalom tra escrementi di animali domestici in ogni dove. Questa situazione di degrado riguarda ogni anfratto della Città quindi basta invettive al rione IACP. Nessuna scusa è più plausibile e nulla potrà mai giustificare l’assenza completa di progettualità, di controllo sull’operato delle ditte appaltatrici sia nei servizi di spazzamento di marciapiedi, strade e piazze sia in quelli di raccolta dei rifiuti, tanto di quelli abbandonati quanto di quelli differenziati. Questa Amministrazione ha avuto quattro anni di tempo per mettere in atto politiche di contrasto all’abbandono di rifiuti, ma purtroppo nulla è stato fatto. Eppure sarebbe bastato attivare gli uffici affinché qualcuno leggesse che dal 2006 in Italia esistono in virtù dell’art. 179 del D.lgs. 152/2006, i criteri di priorità nella gestione dei rifiuti, che vedono la riparazione e la preparazione per il riutilizzo in testa alle attività di raccolta da attuare. Si tratta, come recita l’articolo stesso, di “un ordine di priorità di ciò che costituisce la migliore opzione ambientale”. La normativa vigente consente ai comuni di “individuare anche appositi spazi, […] , per l’esposizione temporanea, finalizzata allo scambio tra privati, di beni usati e funzionanti direttamente idonei al riutilizzo. Nei centri di raccolta possono altresì essere individuate apposite aree adibite al deposito preliminare alla raccolta dei rifiuti destinati alla preparazione per il riutilizzo e alla raccolta di beni riutilizzabili. Nei centri di raccolta possono anche essere individuati spazi dedicati alla prevenzione della produzione di rifiuti, con l’obiettivo di consentire la raccolta di beni da destinare al riutilizzo, nel quadro di operazioni di intercettazione e schemi di filiera degli operatori professionali dell’usato autorizzati dagli enti locali e dalle aziende di igiene urbana”. Nel rione IACP andava realizzato già da tempo un Centro della riparazione e preparazione al riutilizzo, così come andava programmata in Città l’apertura di una seconda area da destinare a isola ecologica in modo da contrastare l’abbandono dei rifiuti nelle campagne e i conseguenti roghi tossici. Ci sono bandi nazionali per realizzare queste opere. Perché il comune non vi partecipa?  

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