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S. TAMMARO. Nando Cimino ai firmatari: “il vero coraggio sta nel buon senso”

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Sulla vicenda Stellato raccogliamo il punto di vista di Nando Cimino, già segretario provinciale della D.C., già consigliere comunale nella città del foro, giornalista e scrittore, nonché autentico appassionato della politica locale.

Non posso che manifestare la mia personale solidarietà al sindaco, oramai ex, Ernesto Stellato. La sua vicenda ha riproposto alla mia memoria quanto, da consigliere comunale, ho vissuto con l’allora primo cittadino di Santa Maria Capua Vetere, il simpaticissimo Giancarlo Giudicianni. Sorvolo su quanto accadde poi, dal momento che l’innegabile fardello della storia ha evidenziato il suo peso. Anche allora, comunque, furono una manciata di firme vergate davanti ad un notaio a chiudere quell’esperienza amministrativa. Sulle motivazioni politiche di quel gesto, personalmente, aspetto ancora delle risposte che, temo, non arriveranno mai. Inesperto, seduto tra i banchi della storica assise, rimasi attonito continuando a pensare che l’unico luogo in cui si sarebbe potuto porre fine a quella sindacatura, era il consiglio comunale e non già un affollato studio notarile. Pur non condividendone la linea e l’appartenenza politica, ho sempre pensato che Ernesto Stellato, sia pure nelle spigolosità caratteriali – ma chi è perfetto? -, sia un uomo integerrimo e un appassionato politico. Appassionato, appunto, della politica e votato all’interesse della sua comunità. Siamo su fronti contrapposti, ripeto, ma non posso non riconoscere in lui il degno “avversario” verso cui, oggi più di ieri, va tutta la mia stima. Comprendo, in parte, le ragioni di quella fronda dell’opposizione che ha voluto mettersi in fila dal notaio. Ho seria difficoltà, invece, a comprendere i malpancisti della maggioranza, che, prima o poi, dovranno dare delle motivazioni politiche serie a questo gesto. Già, perché, se tra questi ultimi c’è qualcuno che pensa di liquidare la vicenda con un serrato ed evasivo: “Non stava facendo niente”, farebbe bene a rivedere e a rafforzare le proprie argomentazioni. Queste, infatti, possono andare bene tra quattro amici al bar, ma, a San Tammaro come altrove, non tutti amano frequentare i Caffè. C’è chi vuole capire. C’è chi non ha per niente condiviso l’utilizzo della pur consentita “firma”, soprattutto in questo momento di dolore collettivo. E c’è persino chi pensa, anche tra chi Stellato non lo ha elettoralmente sostenuto, che lo strumento utilizzato per mandarlo a casa abbia un certo che di vile; che sia stata una vigliaccata, insomma. Faccio salva in parte, ripeto, l’azione di quella minoranza che così ha voluto cogliere l’occasione al volo, ma anche con loro voglio sostenere che la sede giusta doveva essere l’assise comunale, magari in sede di bilancio. Anche loro dovranno dare delle spiegazioni alla platea degli elettori. Ecco, dunque, quale momento migliore per esporre a viso aperto e con inoppugnabili argomentazioni al sindaco e alla cittadinanza tutta, il perché dei “NO” al prosieguo della sindacatura Stellato? Solo il piccolo parlamento locale sarebbe stato il luogo deputato alla definitiva calata del sipario. Non mi meraviglia la comparsa sulla scena del bis-sindaco Emiddio Cimmino che, secondo quanto si vocifera con energica insistenza, avrebbe avuto un ruolo cardine nella cacciata di Ernesto Stellato. Ma come – ci domandiamo noi ignorantelli e scribacchini di paese –, Stellato non era il suo pupillo? Non era quello nelle cui mani, con passaggio di testimone, venivano riposte le chiavi del palazzo di cristallo? E valla a spiegare questa… E i cittadini? Quelli che sono stati compulsati a qualsiasi ora del giorno e persino la notte, hanno avuto un minimo di spazio nella mente rovente e obnubilata dei firmatari? C’è qualcuno che ha pensato quanto potesse essere grave, in piena pandemia, per un’intera cittadina trovarsi all’improvviso senza un punto di riferimento? C’è qualcuno tra questi che ha pensato alle responsabilità che derivano dal mandato elettorale? Ad ogni buon conto, questo è il mio personale e opinabilissimo punto di vista attraverso il quale, però, voglio mettere in guardia dallo strumento usato, dai pericoli che in esso si annidano e dalle responsabilità che ne derivano. Da cittadino pagante tasse di San Tammaro, infine, invoco delle risposte da parte di tutti i “firmatari”, perché quelle di Stellato, ne sono certo, non credo si faranno attendere.