Home rubriche Spari nel carcere di Frosinone. De Pasquale: “Sistema penitenziario fallimentare”

Spari nel carcere di Frosinone. De Pasquale: “Sistema penitenziario fallimentare”

“Se la notizia dovesse essere confermata, ci troveremmo davanti ad una situazione tragicomica e che confermerebbe l’ipotesi da noi più volte denunciata e cioè che il sistema penitenziario è fallimentare e le carceri italiane non sono più gestibili”. Lo dichiara Alessandro De Pasquale, presidente del SIPPE, che aggiunge: “proprio oggi abbiamo inviato una lettera alla Ministra Cartabia chiedendole di attivarsi per prevedere un inasprimento della pena in caso di aggressione al poliziotto penitenziario nelle strutture detentive”. È necessario – afferma De Pasquale – che si modifichi l’ordinamento penitenziario e che si dia più valore alla sicurezza; presupposto necessario per attuare il principio di rieducazione della pena. In Italia, quest’ultimo principio – conclude De Pasquale – viene valorizzato a discapito della sicurezza e ciò starebbe creando continui eventi critici nelle carceri, mettendo a serio rischio non solo la vita del personale ma anche quella dei detenuti”.

Assurdo ed incredibile quel che è accaduto nel carcere di Frosinone, dove un detenuto napoletano del circuito Alta Sicurezza, che era stato minacciato e picchiato nei giorni scorsi da altri ristretti, ha prima minacciato un poliziotto penitenziario con una pistola e poi ha sparato tre colpi verso le celle dove sono ristretti i detenuti che lo avevano minacciato.
Un detenuto napoletano di 28 anni, ristretto in Alta Sicurezza per reati connessi alla criminalità organizzata – camorra -, una volta autorizzato ad uscire dalla cella per fare la doccia ha puntato una pistola in faccia al poliziotto penitenziario e si è fatto consegnare le chiavi delle altre celle altrimenti lo avrebbe ammazzato. Poi ha raggiunto le celle di altri detenuti (napoletani e albanesi), che nei giorni scorsi lo avevano minacciato e picchiato, e, dopo avere tentato inutilmente di aprirle, ha sparato all’interno tre colpi di pistola, senza per fortuna ferire nessuno. Dopo gli spari il detenuto, che possedeva illegalmente anche un telefono cellulare, ha chiamato il suo avvocato che lo ha convinto ha consegnare la pistola al personale di Polizia Penitenziaria prontamente accorso. Cosa che ha fatto, non prima di ingoiare la sim card del telefonino. Ai sensi del comma 1, dell’articolo 41-bis dell’ordinamento penitenziario, In casi eccezionali di rivolta o di altre gravi situazioni di emergenza, il Ministro di grazia e giustizia ha facoltà di sospendere nell’istituto interessato o in parte di esso l’applicazione delle normali regole di trattamento dei detenuti e degli internati.