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Carcere di Santa Maria Capua Vetere, detenuto aggredisce Agente di Polizia Penitenziaria: “Necessario privilegiare la sicurezza per applicare articolo 27 della Costituzione”

Verso le ore 20 del 23 settembre scorso presso la Casa Circondariale Santa Maria Capua Vetere un detenuto con problemi di natura psichiatrica ha aggredito un Agente di Polizia Penitenziaria mentre si stava recando accompagnato presso il locale infermeria del carcere per essere visitato. L’ Agente aggredito ha riportato una grossa ferita sul fianco destro ed è stato accompagnato dai medici del 118 presso il pronto soccorso per le cure del caso. Fortunatamente nulla di grave ma poteva succedere il peggio.

A denunciare il fatto è il sindacalista del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Michele Vergale. Non è la prima volta che succedono fatti simili – commenta Vergale – come sindacato siamo seriamente preoccupati su come devono essere gestiti questa tipologia di detenuti. In ogni carcere oggi non esiste ancora un repartino psichiatrico operativo con tutte le figure Sanitarie previste che possa gestire i detenuti con questa patologia.

Il servizio Sanitario del Carcere di Santa Maria Capua Vetere come in tutte le strutture penitenziarie è affidato alle ASL. Abbiamo sempre denunciato alle Autorità competenti, la necessità di fare Aprire un Repartino Psichiatrico che tratta solo la gestione di questa tipologia di detenuti ma a tutt’oggi nessuno si pone il problema. 

Sul caso interviene anche il segretario Generale del sindacato SIPPE Carmine Olanda, la gestione delle ASL sui detenuti che manifestano problemi di natura psichiatrica, si è rilevata un fallimento a livello Nazionale, perché oltre a mancare tutte strutture adatte per la gestione di questa tipologia di detenuti, mancano tutte le figure professionali, infermieri, psichiatri, psicologi, educatori che come al solito le Autorità competenti anziché risolvere il problema si preferiscono continuare a fere i matrimoni con i fichi secchi.   

Come sindacato riteniamo – conclude Olanda – che i detenuti con patologie di natura psichiatrica devo essere gestiti e monitorati dal personale sanitario specializzato e nelle strutture adatte. Ma a quanto pare le ASL continuano a fare le orecchie da mercante trattando con superficialità questo tipo di problematica.

Infine conclude Alessandro De Pasquale Presidente del SIPPE – è arrivato il momento che il Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria privilegi la sicurezza, fondamentale per l’applicazione dell’articolo 27 della Costituzione. Senza sicurezza non sarà possibile svolgere alcuna opera di rieducazione del condannato, rendendo vano il principio costituzionale su cui poi si regge tutto il sistema penitenziario”.

Con l’occasione esprimiamo massima solidarietà all’Agente aggredito, con l’augurio di una pronta guarigione.