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De Pasquale: “Nel carcere Santa Maria Capua Vetere continuano aggressioni e minacce nei confronti di agenti”

“Riteniamo che fino a quando non ci sarà  il terzo grado di giudizio tutti i poliziotti penitenziari coinvolti debbano essere considerati innocenti. La situazione è stata portata alla stampa in modo totalmente esagerato, al punto da condannare gli agenti a prescindere senza tenere conto che nel carcere di Santa Maria Capua Vetere continuano ad esserci aggressioni e minacce nei confronti dei poliziotti penitenziari. Minacce che però non interessano al garante dei detenuti, che si è solo limitato a descrivere una situazione vista soltanto da immagini che non costituiscono una prova. Basti pensare che addirittura, quando ci sono stati gli arresti, avevano incriminato un collega nemmeno presente durante i fatti e solo perché un detenuto aveva fatto il suo nome”. Lo dice all’Adnkronos Alessandro De Pasquale, presidente del SIPPE, commentando il rinvio a giudizio di 108 tra agenti e funzionari dell’amministrazione penitenziaria per il pestaggio nell’istituto di reclusione campano. “Non è che i poliziotti penitenziari sono stati individuati attraverso le immagini – sottolinea il sindacalista – La maggior parte è stata citata proprio da alcuni detenuti. Soggetti che hanno un risentimento verso la forza di polizia in generale e verso alcuni agenti penitenziari che magari qualche giorno prima non gli hanno concesso qualcosa all’interno dell’istituto. Siamo fiduciosi nella magistratura, ma tutto quello che si è detto su questi poliziotti penitenziari è esagerato, a cominciare da quanto scritto sui social in merito dallo stesso garante dei detenuti. Per poter conoscere i fatti bisognava esser presenti, non basarsi su immagini nemmeno chiare o su dichiarazioni fatte da detenuti. Certamente i poliziotti non sono stati tutti corretti, ma non possiamo giudicare tutto un Corpo sulla base di azioni fatte da alcuni”.