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Vicenda Gisec, ecco il punto di Mirra

La vicenda “Gisec” di queste ultime ore è particolarmente significativa e rappresenta l’ennesima dimostrazione, per gli amministratori ed i cittadini di questa provincia, di quale sia la visione istituzionale dell’attuale Presidente della Provincia – esordisce Antonio Mirra –

A seguito delle dimissioni volontarie del Presidente di Gisec Spa, con la decadenza dell’intero CdA, quale Presidente della Provincia avrebbe solo immaginato di convocare l’assemblea (e cioè se stesso) a tre giorni dalle elezioni in cui si ricandida alla guida della Provincia? Quale Presidente della Provincia, in questa fase, non si sarebbe attenuto all’ordinaria amministrazione ed agli atti urgenti ed indifferibili? Quale Presidente della Provincia non avrebbe rimesso una scelta tanto strategica e di straordinaria importanza a chi risulterà vincitore delle prossime elezioni provinciali e che sarà immediatamente nel pieno delle sue funzioni con un mandato, da parte degli amministratori dei comuni della provincia, per quattro anni e non per tre giorni ancora?

Appare evidente che questi interrogativi, già di per sé importanti, assumerebbero il carattere dell’assoluta gravità se a tre giorni delle elezioni dovessero poi essere nominati uno o più amministratori rientranti nel corpo elettorale che dovrà votare per il vertice dell’Amministrazione Provinciale il prossimo 18 dicembre; ci troveremmo, allora, di fronte ad una sgradevole campagna acquisti, assolutamente offensiva degli amministratori di questo territorio, in piena campagna elettorale ed anche qui un interrogativo allora sorgerebbe spontaneo: sarebbe questo il caso di un candidato che in campagna elettorale riconosce una utilità ad un elettore, con le evidenti conseguenze giuridiche del caso?

Ora poniamo il caso che il prossimo Presidente della Gisec dovesse essere un Sindaco di un comune di questa provincia: oltre a quanto sopra si porrebbe l’ulteriore grave tema del legale rappresentante della Gisec, società per azioni che attualmente eroga un importante servizio ai 104 comuni della provincia di Caserta, che sarebbe contemporaneamente legale rappresentante di uno dei comuni che riceve e paga il servizio. Indipendentemente ed al di là della questione sull’inconferibilità ma questo sarebbe legittimo o quanto meno opportuno? Ed in ogni caso… non sarebbe proprio il caso di evitarlo questo potenziale conflitto di interessi? 

In ultimo, vorrei evidenziare un aspetto squisitamente politico-elettorale: ma se l’attuale Presidente ed i suoi grandi elettori sono così sicuri di vincere, perché hanno tanta fretta di nominare i vertici della società provinciale sui rifiuti? Perché si convoca l’assemblea per nominare il CdA il 15 dicembre, tre giorni prima delle elezioni, e non il 20, cioè due giorni dopo? Forse perché hanno l’esigenza di convincere qualche malpancista? 

Ora io comprendo bene che delle ferite vanno assolutamente rimarginate prima del 18 dicembre ma, io che sono un convinto assertore della tesi che la politica deve avere la capacità di trovare sempre al suo interno le soluzioni amministrative non mi meraviglierei poi se qualcuno dovesse, invece, ritenere che tali vicende andrebbero approfondite dagli organi competenti esterni alla politica. 

Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, sperando in un improbabile sussulto istituzionale, ma ormai un dato è certo a tutti, dimostrato dagli ultimi 4 anni e da questa campagna elettorale: questa è l’idea di Provincia che hanno, non funzionale all’interesse dei cittadini e degli amministratori comunali ma chiaramente strumentale alla gestione e conservazione del potere; un modo di intendere la guida della Provincia totalmente opposto rispetto al nostro che lavoreremo ogni giorno per creare una Provincia vicina ai territori e alle comunità di Terra di Lavoro, guidata da un Presidente dei 104 Comuni. Una distanza di visione incolmabile che gli amministratori di questa provincia stanno verificando sempre di più, ogni giorno che passa.