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Riuniti 21 volte in poco più di un mese, Aveta punta il dito contro la Prima Commissione

La Prima Commissione Consiliare finisce nuovamente nel mirino di parte dell’opposizione. Si occupa di “Affari Generali e Istituzionali” ed composta da Enrico Di Rienzo, Giuseppe Napolitano e Fabio De Lucia per la maggioranza e Raffaele Aveta e Mariagabriella Santillo per l’opposizione.

Ecco l’attacco pubblicato dal consigliere Raffaele Aveta:

Ieri sono stato in Prima Commissione consiliare per ritirare i verbali delle sedute finora svolte. È passato poco più di un mese dalla mia ultima partecipazione. Sono tornato in commissione solo dopo aver ricevuto il parere del segretario generale in merito alla regolarità dell’elezione del presidente. Un parere che, comunque, non condivido, ritenendolo un’evidente forzatura giuridica. Ciò nonostante, nel rispetto delle Istituzioni, ho assicurato la mia partecipazione. Nel corso della riunione ho chiesto di estrarre copia degli atti finora prodotti dalla commissione, la quale si è già riunita ben 21 volte in poco più di un mese, con sedute della durata media di 1h e 20 ed un unico argomento all’ordine del giorno, ovvero la rivisitazione del regolamento del consiglio comunale. Un argomento sicuramente importante, ma non tanto da occupare decine e decine di riunioni. Ho chiesto con forza alla Santillo e agli componenti di ridurre il numero degli incontri, allungando se necessario la durata di ogni singola sessione di lavoro in modo da produrre un risparmio di spesa per le casse comunali. Non credo, tuttavia, che il mio invito verrà accolto. Per quello che mi riguarda mi limiterò, nel rispetto delle Istituzioni, a partecipare solo alle sedute che ritengo essenziali, svolgendo con determinazione la mia funzione di controllo e vigilanza e contribuendo a migliorare i regolamenti che disciplinano la Vita della nostra Comunità. Una parte del lavoro la svolgerò da casa e in piena autonomia, perché la modifica di un regolamento non richiede la presenza contestuale di 5 redattori. Sono sempre più convinto, del resto, che il lavoro di modifica dei regolamenti dovrebbe tradursi in una proposta politica e non in un lavoro amministrativo che spetta evidentemente ad altri soggetti. Devolverò gli emolumenti percepiti (compreso quelli derivanti dalla partecipazione al consiglio comunale) a favore di iniziative per la Città, come avevo promesso ai cittadini in campagna elettorale.