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MACERATA C. Santo Stefano Minicillo, a 1000 anni dalla morte. Ecco il programma dei festeggiamenti

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Santo Stefano Minicillo 1000 Anni dalla morte (29 ottobre 1023 – 29 ottobre 2023)

Ecco a voi il PROGRAMMA:

Sabato, 7 Ottobre 2023

Accoglienza del Corpo di Santo Stefano

Ponte di Curti: Arrivo del Corpo Santo Stefano alle ore 16.00. In processione il Corpo di Santo Stefano viene portato in Chiesa.

ORE 19.00

CELEBRAZIONE EUCARISTICA
DELLA SOLENNITÀ DI SANTO STEFANO MINICILLO
PRESIEDUTA DALL’ARCIVESCOVO MONS. SALVATORE VISCO

Domenica, 8 Ottobre

DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Sante Messe
8.00 – 10.00 – 19.00

Ore 12.00
Supplica alla Madonna di Pompei
Visita al Santo fino alle ore 24.00

Lunedì, 9 Ottobre

Visita al santo in chiesa – 18.00 Santo Rosario – 18.30 Santa Messa – Dopo la messa,

IL CORPO DI SANTO STEFANO VIENE PORTATO NELLA SUA CASA NATIVA

VEGLIA DI PREGHIERA

Martedì, 10 Ottobre

Visita al santo nella sua casa nativa 16.00 Santo Rosario – Ore 16.30 Santa Messa presieduta da don Antonio, parroco del duomo di caiazzo. Canto: Docenti e gli alunni dell’indirizzo musicale.
DISTRIBUZIONE DEL PANE IN RICORDO DEL MIRACOLO
DI SANTO STEFANO

PROCESSIONE CON IL CORPO
DI SANTO STEFANO
Percorso: Via Santo Stefano – Via Gobetti, fino all’altezza del Giardino di Santo Stefano – Via Della Chiesa – Via Vescovo Mincione – Via Santo Stefano – Via Piero Gobetti – Chiesa.

Mercoledì, 11 Ottobre

VISITA AL SANTO IN CHIESA, FINO ALLE 24.00
18.00 SANTO ROSARIO
18.30 SANTA MESSA.

Lo stesso per
giovedì, 12 Ottobre
venerdì, 13 Ottobre
sabato, 14 Ottobre
sabato, 14 Ottobre

DOMENICA, 15 OTTOBRE 2023

8.00 Santa Messa
18.30 Santo Rosario
19.00 Santa Messa

Ore 10.00
CELEBRAZIONE EUCARISTICA
DELLA SOLENNITÀ DI SANTO STEFANO MINICILLO

ORE 16.00
CONSEGNA DEL CORPO DI SANTO STEFANO ALLA DELEGAZIONE
DI CAIAZZO

DOMENICA 29 OTTOBRE 2023

8.00 Santa Messa
10.00 Santa Messa
18.30 Santo Rosario

SANTO STEFANO MINICILLO
1000 ANNI DALLA MORTE

ORE 19.00
CELEBRAZIONE EUCARISTICA
DELLA SOLENNITÀ DI SANTO STEFANO MINICILLO
PRESIEDUTA DALL’ARCIVESCOVO MONS. SALVATORE VISCO

DISTRIBUZIONE DEL PANE IN RICORDO DEL MIRACOLO
DI SANTO STEFANO

CANTO: CORO DI SUOR FRANCA

MESSAGGIO DEL PARROCO ALLA POPOLAZIONE DI MACERATA CAMPANIA

Occhi di Festa

Il nostro paese è costituito per lo più da persone che avvertono l’esigenza di renderlo un luogo d’incontro, inclusivo e soprattutto accogliente; offrendo una “piazza”, per noi importante, la festa di Sant’Antuono, un’agorà umile, semplice, senza pretese, in cui ognuno può sentirsi parte di una comunità, di un’unica grande famiglia.

Non tutti guardano alla Festa del Santo allo stesso modo, ma con occhi diversi.

C’è chi vede la Festa come un evento spettacolare: deve incantare, meravigliare, deve suscitare ammirazione. E si vorrebbe poter dire: “Non ho mai visto una festa come quest’anno!”.

C’è chi vede la Festa come un evento che fa incontrare “un mare di gente”: chi ne conta ventimila, chi cinquantamila, chi centomila e, aggiungendo quelli della piazza mediatica, quasi un “milione” di spettatori. È una festa mitica! E si vorrebbe poter dire: “Non ho mai visto tanta gente!”.

C’è chi vede non solo ciò che appare, ma anche il suo significato allegorico, come nell’esibizione dei carri si vede non solo l’unicità del suono, l’imponenza del carro, lo spettacolo; ma, nell’espressione del suono dei carri, la lotta per libertà dal male e dal maligno. Ed allora si vorrebbe poter dire: “Sempre fedeli agli impegni del nostro Battesimo”.

C’è invece chi vede, non primariamente l’ammirazione e la lode per lo spettacolo organizzato o il “mare di gente”, ma soprattutto la “relazione tra le persone”, l’occasione di incontrarsi, lo stare insieme, perché questa è la finalità della Festa: crescere nella relazione con Lui che ci sostiene, questo è ciò che Gesù ha a cuore, con la gioia di sentirsi fratelli e sorelle, un’ unica grande famiglia. E si vorrebbe poter dire: “È una comunità che cresce”.

C’è chi, invece, vede l’esempio positivo degli adulti, a partire dai capicarro, per i ragazzi e per i giovani che partecipano attivamente alla festa, e vorrebbe vedere i frutti di bene maturati come forza interiore, dopo la festa: più sicuri di poter contare gli uni sugli altri; più capaci di essere miti e pazienti, di sopportare insieme gli insuccessi e i fallimenti; umili nel ripartire e ricominciare insieme, con l’aiuto reciproco, a fare del proprio meglio. E si vorrebbe poter dire: “Abbiamo imparato ad amare di più e meglio”.

C’è chi vede il rischio di nascondere dietro apparenze di religiosità e persino di amore alla Chiesa, una realtà che consiste nel cercare, al posto dell’esempio di fede e di carità del Santo, la gloria umana e il benessere personale o di gruppo. Non si vorrebbe dire: “Non cambierà mai niente”.

È vero, ci sono diversi modi di vedere la festa di Sant’Antuono. Però nessuno di essi va assolutizzo: non si può dire “io sono orecchio”, “io sono naso”, o “io sono solo piede… Sono sguardi diversi che non vanno separati, ma messi in relazione tra loro e, nel convergere insieme, che si fa davvero festa!

Una festa che ha un senso più profondo, che dona occasioni di dialogo, di confronto, di riconciliazione, che attualizza una tradizione consolidata e avvicina ancora di più alla fede.

Questo è il mio augurio che il ricordo di sant’Antonio abate sia memoria di fede e tradizione, benedizione e sprone per tutti quanti noi, ma soprattutto per i giovani, a seguire il suo esempio di fede e di carità.

Auguro Occhi di Festa!

17 Gennaio 2024
L’Abate Curato
d. Rosario

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