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CURTI. L’opposizione non ci sta agli attacchi del sindaco: “Non si può predicare bene e razzolare male”

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Cari concittadini, scegliamo di rispondere al nostro Sindaco con queste righe, che vogliono farvi riflettere perché crediamo che siano emblematiche di tutto il percorso amministrativo del nostro primo cittadino da quando ha scelto di amministrare Curti, ormai da circa 25 anni.

Ebbene, con profondo rammarico, dobbiamo porre l’accento sulla sua consueta e sistematica “violenza verbale” che, per chi lo conosce bene e ha frequentato la “stanza dei bottoni”, si è tramutata, alcune volte, in una vera e propria violenza fisica. Con scatti di ira assolutamente ingiustificati, urla, strepitii, offese contro chiunque non la pensi come lui, contro chiunque si frapponga al suo “volere”. Tanti sono gli aneddoti che ormai sono diventati quasi “leggendari”, sia quando era un semplice consigliere, sia oggi, da 9 anni, da quando è “Il Sindaco”.

Esordire nel suo post parlando di ennesima cialtroneria, ad una ennesima richiesta di chiarimento su una “spregiudicata gestione della cosa pubblica” (cit.) è diventato ormai una prassi stucchevole, che non è augurabile al peggior paese del mondo dove vige una dittatura assoluta.

Perché chi amministra un paese nel più classico divide et impera non può essere definito persona “civile”.

Vogliamo ricordare ai tanti che lo hanno sempre giustificato, dentro e fuori Curti, definendolo “l’unico vero politico”, che questi metodi non sono appartenuti mai a nessuno dei suoi “illuminati e saggi predecessori”.

Da troppi anni ormai, Curti è un paese “incarognito”, dove anche se solo qualcuno osa provare a riavvicinare le due parti, deve subito ammainare bandiera bianca, perché Lui, “Il sommo”, non appena ne ha la possibilità, ti richiama ferocemente, ricordandoti che Tizio o Caio hanno votato contro e che non “ci appartengono”. Distorcendo il concetto post-elezioni di essere Il Sindaco di tutti.

Cari concittadini, è ora di cominciare a pensare e riflettere su ciò che ha rappresentato per un’intera comunità colui che non ha esitato un solo istante nelle ultime due campagne elettorali a sbeffeggiare l’allora e l’attuale opposizione, definendola sia sui social che “ngopp o bancariell”, il “nulla assoluto”. Rammaricandosi a suo dire che non fosse mai pervenuta.

Dallo scorso giugno in poi, chi scrive ha deciso di cambiare rotta ed esercitare fino in fondo le prerogative che sono “costituzionalmente” garantite e in nome del popolo italiano all’Opposizione.

Essere definiti “cialtroni” da uno che nella storia centenaria di Curti ci ha fatti finire nelle peggiori cronache, per i noti fatti degli scorsi anni che voi ben conoscete, è troppo.

Anche se noi tutti, dotati di senso della misura e di umanità, gli auguriamo di uscirne vincitore a testa alta.

Non si può predicare bene, razzolare male, nel peggior modo possibile, in stile prete dal pulpito. Invochiamo da tanti anni “calma e moderazione”. Sentimenti del tutto sconosciuti al Dott. Antonio Raiano. Quando gli abbiamo chiesto del Cinema, dell’Isola Ecologica, diventati ormai argomenti per lui indigesti, non ha potuto replicare, visto che è talmente tutto così lapalissiano da non consentirgli alcuna risposta.

Ci ha fatto due campagne elettorali, con tanto di dirette dai suddetti luoghi, tanto da promettere le aperture a giorni. Invece oggi, a marzo del 2025, sono ancora cattedrali nel deserto.

Nel suo “ennesimo post sfogo”, ha esordito con: “scelgo di rispondere all’ultima cialtroneria” postata dalla minoranza consiliare, ma solo perché questa volta l’illazione riguarda un argomento importante come la scuola, come se tutto il resto fossero “baggianate”, cercando di mettere l’ennesima pezza a colori di questi 9 anni fatti di “sfuriate, urli, minacce e offese”.

Vi ricordiamo che Egli stesso è stato all’opposizione. Vi siete dimenticati che sotto l’egida di Legalità e Trasparenza, le marce per le strade del paese, con tanto di cartelloni e slogan contro le allora maggioranze di cui egli stesso aveva fatto parte per tanti anni e di cui repentinamente si era allontanato, incolpandole di aver distrutto la “cosa pubblica”, di cui ancora nell’ultima campagna elettorale, dopo 8 anni, ne riteneva responsabili?

Vi siete dimenticati di Curti “manifesto selvaggio”, i cui muri sono stati tappezzati ogni giorno per alcuni anni con le sue denunce, (“squietando sistematicamente la Procura della Repubblica, che poi nulla ha avuto da ridire contro chi con lui allora aveva amministrato”), instillando nella popolazione quel clima di odio che ancora oggi pervade le coscienze?

No, signori, no, la misura è colma. “Noi non ci stiamo più”.

Invochiamo il rispetto del NOSTRO RUOLO DI OPPOSIZIONE da parte del PRIMO CITTADINO.

Vogliamo avvalerci in modo civile delle nostre prerogative tutelate dall’ordinamento giuridico, la cui Carta costituzionale è riconosciuta come la migliore al mondo.

Potremmo proseguire all’infinito, ma rischieremmo di tediare una popolazione che merita di essere amministrata in modo “sano e civile”.