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San Prisco, precisazioni dell’Amministrazione su iter urbanistico e dinamiche consiliari

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L’Amministrazione Comunale di San Prisco, guidata dal Sindaco Domenico D’Angelo, rappresenta quanto segue:

In merito alle dichiarazioni rese dalla Presidente del Consiglio, Ing. Valeria Ciarniello, si ritiene opportuno chiarire correttamente i fatti al fine di evitare interpretazioni non corrispondenti alle reale situazione amministrativa.
La scelta della Presidente del Consiglio si colloca nell’ambito della scelta personale e familiare che non può essere sovrapposta alla posizione della maggioranza.
L’amministrazione ha sinora proseguito il proprio percorso con coesione e senso di responsabilità nel rispetto del mandato ricevuto dai cittadini e dagli obiettivi programmatici condivisi, che hanno costituito alla base dell’azione amministrativa anche nella fase iniziale del mandato.
L’interesse dell’Ente e della Comunità resta e continuerà a essere il riferimento esclusivo dell’azione amministrativa.

LA PROPOSTA PORTATA IN CONSIGLIO
Con riferimento alla proposta di deliberazione avente ad oggetto “Presa d’atto della nota prot. n. 5940 del 25/03/2026 dell’Ente d’Ambito Caserta – Intervento di realizzazione di un Centro Comunale di Raccolta nel territorio comunale – Approvazione proposta di permuta immobiliare tra il Comune di San Prisco e la società Casale del Re Soc. Agr. a r.l.”, si riportano le motivazioni della scelta politica da parte della maggioranza.
L’intervento industriale proposto, del valore stimato di svariati milioni di euro, è idoneo a determinare significativi effetti sul territorio comunale in termini di sviluppo economico, occupazione diretta e indotto sul tessuto produttivo locale.
La proposta di delocalizzazione dell’isola ecologica in area alternativa, ritenute idonea sotto il profilo tecnico e urbanistico, consente una più razionale organizzazione del territorio, evitando interferenze tra attività tra loro non compatibili.
La società proponente si è altresì impegnata alla realizzazione, a propria cura e spese, delle opere di urbanizzazione primaria a servizio delle aree interessate, con evidente beneficio per l’Ente e per la collettività. L’operazione nel suo complesso risulta coerente con i principi di buon andamento e valorizzazione del patrimonio pubblico.

L’intervento è inoltre suscettibile di generare positive ricadute su gettito IMU e TARI, nonché sull’economia locale, in relazione all’insediamento produttivo e all’indotto connesso.

Con riferimento alle criticità evidenziate in ordine alla necessità di preventiva approvazione di un Piano Urbanistico Attuativo (PUA) – così come affermato dall’Ing. Ciarmiello – si rappresenta che l’area ricade in zona disciplinata dall’art. 20 delle Norme Tecniche di Attuazione del PUC, relativa alle zone produttive (DP e DAC), per le quali è prevista la possibilità di attuazione diretta mediante Permesso di Costruire Convenzionato.
Tale disciplina consente l’attuazione diretta dell’intervento, nel rispetto delle previsioni di piano, mediante stipula di apposita convenzione urbanistica (L’ING. VALERIA CIARMIELLO DOVREBBE SAPERLO!!!). Le criticità evidenziate risultano superabili nell’ambito della disciplina urbanistica vigente, fermo restando il rispetto delle procedure previste per legge.

LE RAGIONI DEL VOTO CONTRARIO
La non condivisione delle scelte politiche da parte della Presidente del Consiglio è recentissima e (sarà un caso?) scaturisce dal rifiuto di sostenere interessi di carattere personale che fanno capo a una persona, alla stessa legata da rapporto familiare, vale a dire il marito.
Tutto scaturisce da atti gestionali adottati, nell’esercizio delle funzioni ascritte, dagli uffici comunali che, secondo quanto asserito dall’Ing. Ciarmiello e dal marito, sarebbero viziati da gravi irregolarità, tali da comprometterne la legittimità.
Tuttavia, questa maggioranza evidenzia che il procedimento contestato è stato oggetto di plurimi contenziosi decisi in via definitiva dall’Autorità Giudiziaria competente in favore dell’Ente.
Ciononostante, è stato imposto, dietro il ricatto del mancato appoggio in Consiglio, di sottoscrivere un atto di denuncia contro i funzionari comunali che hanno operato, secondo il giudizio della Magistratura, nel rispetto della normativa vigente in materia.
In particolare, a seguito di alcuni accertamenti tributari nei confronti del Centro Segesta, l’Ing. Ciarmiello avrebbe fatto pressione sull’Amministrazione chiedendo l’ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA dell’istruttoria. A tal proposito va sottolineato in primis che la riscossione dei tributi è una procedura di competenza degli Uffici e non certamente di natura politica.
Anzi, all’inizio era la stessa Presidente del Consiglio ad inviare comunicazioni e documenti all’Ente lamentando presunte gravi irregolarità nella procedura mentre dal Comune si evidenziavano almeno tre pronunce dell’Autorità Giudiziaria favorevoli all’Ente. Quando poi Le si fece notare che poteva incorrere in un conflitto di interesse ricoprendo l’Ing. Ciarmiello una carica pubblica all’interno dell’Amministrazione Comunale, le successive missive non erano più a Sua firma bensì a quella del marito, sebbene la Presidente del Consiglio continuasse a mantenere la propria posizione millantando che la questione era tale da rappresentare un interesse della cittadinanza ad essere informata.
Questo fino alla riunuone di maggioranza del 20 aprile u.s. in cui si è chiesto alla maggioranza di esprimersi sulla correttezza degli atti relativi alla richiesta alla Segesta del pagamento di Ici per 130mila euro con invito alla maggioranza di sottoscrivere apposita denuncia penale ai dirigenti, adducendo come motivazione che il contenzioso, per criticità nella procedura ed errori nei valori delle aree, potrebbe non riguardare un caso isolato ma potenzialmente altri cittadini.
Mettiamo a conoscenza l’Ing. Ciarmiello che gli uffici procedono autonomamente a seguito di sentenze e procedure che nulla hanno a che vedere con la sfera politica e amministrativa e ribadiamo che nessuno può fare imposizioni agli uffici dal punto di vista procedurale.
E’ bene evidenziare che MAI la Presidente del Consiglio ha sollevato – in occasione di riunioni di maggioranza o direttamente con il Sindaco o altri esponenti dell’Amministrazione – alcun dubbio sulla questione relativa al Centro Comunale di Raccolta e alla sua validità e/o opportunità. Cosa ha fatto cambiare idea alla Presidente del Consiglio in maniera così improvvisa? Non lo sappiamo. Una cosa è certa: nessuno, tantomeno un rappresentante delle Istituzioni, può pensare di arrogarsi il diritto di fare pressioni sugli uffici comunali.