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Carcere di Santa Maria Capua Vetere. Dopo la rivolta, il Personale di Polizia Penitenziaria si sente abbandonato. Arriva la denuncia del Si.P.Pe

Dopo la rivolta messa in atto nello scorso mese di Marzo dai i detenuti nel Penitenziario di Santa Maria Capua Vetere, il Personale di Polizia Penitenziaria si sente abbandonato dalle Istituzioni.

A difesa della Polizia Penitenziaria scende in campo il Sindacalista del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Michele Vergale che da sempre vigila e denuncia tutte le anomalie del Penitenziario.

Dopo il danno che hanno cagionato i detenuti durante la rivolta, -commenta Vergale – per i Poliziotti Penitenziari di Santa Maria Capua Vetere arrivano come regalo 44 avvisi di garanzia per presunti maltrattamentiavvenuti nel mese di aprile 2020 nel carcere, nei provvedimenti figura anche il rato di tortura.

I Provvedimenti sono stati notificati agli Agenti di Polizia Penitenziaria dai Carabinieri mentre accedevano nel Penitenziario in divisa per prestare servizio.

Uno scenario che non avremmo mai voluto vedere – continua Vergale – gli Agenti si sono sentiti trattati come delinquenti e umiliati davanti ai famigliari dei detenuti mentre ricevevano la notifica dei provvedimenti.

Sull’Argomento interviene anche il Segretario Generale del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Carmine Olanda, rispettiamo i provvedimenti emanati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, – commenta Olanda –esiamo fiduciosi del lavoro della magistratura,ma non accettiamo e comprendiamo le modalità di come i provvedimenti sono stati notificati.

Gli Agenti, potevano benissimo essere convocati negli uffici preposti e non umiliati e trattati come se fossero dei delinquenti. Come Sindacato attendiamo delle risposte dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sulle seguenti domande:

  • Perché i provvedimenti sono stati notificati pubblicamente davanti ai famigliari dei detenuti?  
  • Chi ha disposto le modalità di notifica?
  • Il Direttore e il Comandante sapevano dei provvedimenti?
  • Perché il Comandante non è intervenuto al momento delle notifiche?
  • Cosa si nasconde dietro a questi provvedimenti?

Quanto accaduto è misterioso e assurdo – conclude Olanda – oltretutto, la Direzione della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, anziché incentivare e motivare il Personale, preferisce rimanere in silenzio e considerarlo come dei ROBOT numerati e programmati per lavorare in tutte le condizioni e soprattutto per essere sfruttato solo per fare fronte alle esigenze dell’Amministrazione.

Se la Polizia Penitenziaria deve essere un problema, che si transitasse al Ministero degli Interni e il problema è risolto.

Come Sindacato rimaniamo affianco degli Agenti coinvolti in questa triste vicenda, al fine di tutelare la dignità e il rispetto della Persona e del Poliziotto.  

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