L’opera letteraria di Gloria Vocaturo Autobiografia di mio padre incontra l’arte di Gustavo Delugan. Venerdì 4 novembre presso la Mondadori Bookstore di Santa Maria alle ore 17,30. Un appuntamento fortemente emotivo che vedrà protagoniste le mater del Maestro Delugan raffinate elaborazioni lignee che racchiudono nelle loro forme l’accoglienza e la maternità, intese come punto centrale della spiritualità umana e le delicate poetiche pagine di Gloria Vocaturo, pregiatissima poetessa che ha disegnato le pagine del suo libro con dei versi di rara bellezza; l’autrice ha dedicato al padre una sua confessione sentimentale, facendolo parlare facendosi spiegare la differenza tra la nostra esistenza e quella dell’altrove: più sana, vera, autentica. Due sensibilità artistiche differenti, ma mosse dalla ricerca per la inconoscibilità. Un unico evento per due importanti rappresentanti della cultura italiana. Coordinerà l’evento la d.ssa Maria laura Labriola, interverrà la prof.ssa Mariateresa Verona.
SINOSSI DELL’OPERA. Un romanzo intimo, emozionale, emozionante. In “Autobiografia di mio padre” Gloria Vocaturo affronta i valori fondamentali della vita: la famiglia, la morte, la spiritualità. Leggendo, si respira l’eternità: i “Soliloqui” fungono da elementi connettivi tra ciò che accade, la vita, e il suo significato spirituale; rappresentano la voce interiore che, post-mortem, rimane indelebile. Il padre diviene immortale. Molto efficace, nel racconto, è la dialettica costante tra la sua presenza terrena – le sue debolezze, la sua italianissima malinconia – e la sua persistenza nell’Altrove.
BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Gloria Vocaturo, romana, vive a Napoli da venticinque anni. Laureata in Scienze Politiche, ha all’attivo due opere poetiche: “È solo parte di me” e “Speranza”. È inoltre presente in numerose antologie. “Autobiografia di mio padre” è il suo esordio in narrativa. È direttrice editoriale della casa editrice Controluna e scova poeti da inserire nel mondo letterario.
BIOGRAFIA DELUGAN. Gustavo Delugan, nato in Trentino, artista da sempre, ha studiato Ingegneria a Napoli e vive a Caserta da decenni. Usa il legno di recupero per testimoniare la sua contemporaneità. Reduce da un ciclo di mostre di successo a partire da quella sulle Matres Matutae da lui reinterpretate in chiave di impegno civile e dalle apprezzatissime mostre con opere ispirate a Federico II di Svevia e Luigi Vanvitelli, è oramai un animatore della cultura casertana contemporanea.
Non sculture, non semplici opere, ma costruzione d’arte e coscienza civile, in cui la materia vissuta sottolinea il messaggio e le opere diventano così strumenti per pensare, emozionarsi ed innescare riflessioni, veicoli per costruire un mondo migliore per le generazioni che verranno.

